PROGRAMMA DELLA COALIZIONE
UNIONE DI CENTRO – LISTA MINA PER LA CITTA’
CANDIDATO SINDACO : PALMINA LECCESE
Premessa
Le linee ispiratrici di questo programma partono dalle esigenze espresse dalla popolazione, dalle categorie sociali, dai giovani, dagli anziani, dai bambini, dalle donne, dai disoccupati, stabilendo precisi legami con le domande e una chiara assunzione di responsabilità.
Un programma realizzato con la partecipazione attiva, con l’apporto di competenze al servizio della comunità, con un disegno chiaro e preciso, un “sogno” che veda “tutti” nel ruolo di “attori protagonisti”: far ritornare Torremaggiore una “bella città” nelle vie, nelle piazze, nei palazzi del centro storico e delle nuove zone, dove la cultura e l’arte siano il nutrimento per la crescita sociale, economica e civile di un intera popolazione.
Torremaggiore non è un’isola ma un frammento di Italia che deve vivere con consapevolezza e con rigore le numerose e impegnative trasformazioni tipiche del nostro tempo: energetica, ambientale, sociale, produttiva e culturale.
Il cambiamento di cultura dovrebbe precedere e potrebbe riassumere tutte gli altri: senza un profondo cambio di mentalità non sarà possibile affrontare le nuove sfide. Stimolare nei torremaggioresi una coscienza civica critica e consapevole è l’ambizioso ma non impossibile obiettivo di questo programma.
CULTURA E BELLEZZA
La cultura e il gusto per la bellezza sono alla base della qualità della vita.
Una cultura diffusa e consapevole è la base per accogliere con successo le scelte politiche vere, non demagogiche, senza respiro o legate all’interesse di pochi. Tutto è cultura; anche la scelta di un arredo urbano o di una pavimentazione è il risultato di una scelta culturale secondo una scala di priorità.
Una città matura è una città aperta alla cultura della diversità; per essere competitivi occorre essere consapevoli dell’inutilità dannosa legata alla mentalità dell’esclusione; una città matura è conscia della propria identità ed è in grado di accogliere e di integrare con un risultato finale di arricchimento senza conflittualità; in una città siffatta si vive bene.
La cultura non è fatta di grandi eventi; la pratica quotidiana di ripudio della passività e viceversa dell’esercizio del senso critico è una premessa indispensabile per una crescita culturale polivalente dove gli attori sono i cittadini che acquistano consapevolezza e autonomia nel gestire il proprio destino.
La cultura nel nostro comune, ha, al pari di altri settori, necessità di riacquistare una migliore articolazione, una pluralità di proposte e di interventi e, soprattutto,una programmazione che nasca dal confronto di idee, da suggerimenti e stimoli diversi, quali possono derivare dal contributo della Commissione Cultura e delle Associazioni, ponendo così fine al monopolio di scelte e programmazioni culturali delle precedenti amministrazioni. L’ottica da perseguire mira ad una valida integrazione tra libero associazionismo e istituzioni culturali pubbliche.
I nostri interventi punteranno ad una concertazione dell’attività culturale da svolgere coinvolgendo scuole, gruppi, circoli e associazioni cittadine di cui vanno recepiti gli intenti e promossi gli obiettivi.
Una città è culturalmente viva solo se pervasa da un respiro culturale continuo e non sporadico; non si può vivere di ricordi culturali e cullarci nell’idea di un nostro passato prestigioso ed invidiabile. E’ compito di un’amministrazione illuminata creare le condizioni e le opportunità per una crescita culturale del cittadino e di tutta la comunità. I canali di intervento sono innumerevoli; su alcuni occorre porre l’accento ed intervenire con azioni di accompagnamento o di iniziativa autonoma ed innovativa.
La Storia di Torremaggiore
Vi è una storia evolutiva del territorio con le sue caratteristiche politiche, agricole ed imprenditoriali da far conoscere; una conoscenza che può trasformarsi in coscienza collettiva utile per gestire il proprio destino; occorre mettere in campo iniziative con le scuole, editoriali, convegni su temi specifici.
La Musica
L’Italia non è affatto il paese della musica, secondo un luogo comune più che mai diffuso; in Europa le città analoghe alla nostra contano decine di gruppi corali e strumentali operanti in tutti i campi musicali, classica, leggera e rock, che consentono nutrite stagioni di spettacoli ed esibizioni, anche all’aperto e per strada. E’ il risultato di una didattica diffusa operante sia nelle scuole ordinarie sia nei numerosi “conservatori” non necessariamente professionali.
Per iniziativa locale non si può intervenire sui programmi didattici curricolari; è possibile però incoraggiare quelli esistenti, integrare e sviluppare iniziative; si può arrivare alla formazione di una “Orchestra Città di Torremaggiore” e di altri gruppi coordinati e sostenuti che siano in grado di produrre vere e proprie “stagioni” autonome e di instaurare una tradizione.
Teatro e Cinema.
L’attività teatrale è praticata meno di quella musicale; esiste una sola stagione ufficiale, a livello professionale eccellente; salvo qualche sporadico encomiabile esempio, non esiste una tradizione stabilmente e regolarmente operante di teatro locale. Eppure tutti gli esempi inducono al convincimento di come esista una voglia di teatro, una voglia di uscire dalla narcosi televisiva, sempre più appiattita verso il banale. Istituire scuole di teatro, promuovere stagioni diversificate per i diversi tipi di pubblico (anche per giovanissimi) che siano di stimolo a queste aperture verso il teatro rappresenta per le istituzioni locali un dovere civico prima ancora che culturale.
La sopravvivenza dell’unica sala cinematografica di Torremaggiore è minacciata; resiste grazie agli sforzi di un privato indirizzato al cinema di qualità; non far cadere anche questa realtà deve essere un impegno non solo economico.
Il Libro
Il libro non è stato soppiantato da internet; l’homo videns minaccia tuttavia di avere il sopravvento; nel nostro paese sono sempre meno i lettori della carta stampata e la maggioranza degli italiani non legge neanche un libro all’anno. Il risultato è un appiattimento sull’informazione televisiva, senza approfondimento, con prevalenza delle verità urlate.
La Biblioteca ed il settore cultura sono una realtà che va migliorata, resa meno monopolio di pochi e aperta, invece, al contributo di tutti. Dare maggior slancio e più risorse indirizzate alla promozione del libro, della lettura e consultazione soprattutto da parte dei giovani è un investimento per il futuro.
Le Strutture.
Il nostro obiettivo è quello di predisporre l’inserimento del Teatro in un circuito regionale e nazionale che consenta delle offerte di spettacoli e di fruizioni aventi caratteristiche di qualità e di economicità che ne garantiscano la sopravvivenza e l’impatto positivo per la comunità: un impatto che avrà valenze positive sullo sviluppo del centro cittadino, anche in senso economico.
Ci proponiamo inoltre di
PARTECIPAZIONE
E’ la parola chiave nell’operare di una pubblica amministrazione; partecipazione é un altro modo, come diceva Gaber, di chiamare la libertà.
E’ la sola strada che possa condurre a dei risultati stabili, condivisi e validi per tutti; è la strada più difficile ma è la sola praticabile in un contesto veramente democratico.
Partecipazione vuole dire anche uguaglianza, condizione primaria e insostituibile di democrazia; uguaglianza comporta giustizia sociale e rispetto assoluto della persona al di là di ogni appartenenza sociale, etnica o religiosa.
In questo senso la comunità deve essere assolutamente “aperta”; praticare questa virtù vuol dire anche cogliere delle opportunità a tutto vantaggio di chi le adotta.
ORGOGLIO LOCALE e SENSO DI APPARTENENZA
E’ fondamentale ricostruire l’identità cittadina attraverso ogni mezzo didattico ed informativo al fine di sviluppare la coscienza del “bene comune” e della sua tutela.
OCCUPAZIONE – LAVORO
Il lavoro deve essere al centro del programma presentato dalla nostra coalizione.
E’ indispensabile attivare una Consulta che renda possibile un costante dialogo con il mondo imprenditoriale locale, in grado di prevenire situazioni di disagio delle imprese situate nel territorio, dando loro consulenza riguardo alla possibilità di accedere ad agevolazioni previste da leggi statali e comunitarie.
Occorre promuovere il progetto di Torremaggiore posta a capo di una “filiera corta” in ambito agricolo, andando a incentivare certe coltivazioni invece di altre e ponendo particolare attenzione alla valorizzazione dei prodotti tipici, con rilevante riguardo all’ambito olivo-vinicolo, tramite la creazione di appositi consorzi e il deciso sostegno a realtà esistenti.
E’ opportuno porre un impegno concreto e continuo per l’utilizzo di ogni canale che consenta di promuovere, creare e consolidare l’occupazione e la tutela dei posti di lavoro.
Promuovere e sostenere l’imprenditoria giovanile, creando uno sportello comunale per l’occupazione e il sostegno agli imprenditori.
AGRICOLTURA
Le cose che proponiamo sono semplici:
ad eventi fieristici internazionali.
SPORT
Mens sana in corpore sano dicevano gli antichi ed è una gran bella verità.
Lo sport ha una importantissima funzione sociale: è un momento di aggregazione, di formazione ed educazione dei giovani. Attraverso le attività sportive i giovani incanalano le loro energie e le loro pulsioni in maniera corretta , creativa e positiva.
Ci proponiamo:
GIOVANI
Torremaggiore lamenta, senza ombra di dubbio, una totale assenza di politiche giovanili.
Ne consegue un “deserto giovanile” nella vita cittadina che assume dimensioni sempre più sconcertanti; a questa tendenza dobbiamo dare immediata inversione.
Appare improrogabile la necessità di una rivitalizzazione della città come punto di aggregazione giovanile. La creazione di un centro di aggregazione con sale appositamente dedicate ad attività sociali, culturali o prettamente ludiche, permetterebbe ai ragazzi di avere uno spazio dove potersi esprimere, anche con esperienze autogestite. Si potrebbe arricchire questo spazio con un piccolo bar con possibilità di ristoro a prezzi favorevoli ed eventualmente di una sala prove oppure di un palco utilizzabile per jam session di gruppi giovanili della zona o per semplice esercitazione degli stessi.
Intensificando i mercatini della città, offrendo una gamma ampia di temi riportati da un calendario fisso e consultabile, si darebbe un incipit maggiore alle passeggiate domenicali dei Torremaggioresi.
ANZIANI
Gli anziani vanno intesi come risorsa e non come carico sociale.
E’ indispensabile una politica comunale che coordini e sviluppi con nuove offerte le attività culturali e di volontariato.
Vogliamo favorire la trasmissione di cultura lavorativa e professionale attraverso la creazione di un rapporto intergenerazionale, volto a contrastare l’isolamento dell’anziano ed il disagio del giovane privo di orizzonti professionali e scarsamente interessato a percorsi scolastici tradizionali.
Attraverso il Piano di Zona, il Comune deve dare maggior sostegno agli anziani non autosufficienti, con servizi di carattere infermieristico e di assistenza domiciliare
IMMIGRAZIONE
Riteniamo che gli immigrati stiano portando un contributo economico positivo al nostro Paese e alla nostra città. Ciò appare innegabile dal momento che vengono assunti da imprese e da privati per lo svolgimento di lavori per i quali sarebbe difficile trovare manodopera locale.
Naturalmente il flusso migratorio deve essere regolato, ma lo spirito delle norme deve essere quello di evitare la nascita di sacche di illegalità a fronte di un fenomeno assolutamente ineluttabile.
Ogni sforzo verrà fatto dalla nostra coalizione, allo scopo di favorire l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati, attraverso una consulta per l’ immigrazione del Comune e l’incentivazione di momenti di scambio culturale, nonché di corsi tesi a rendere partecipe l’immigrato, non strumento di lavoro ma persona, della nostra cultura storica e giuridica.
SICUREZZA
I due argomenti sono affiancati in questo programma, ma unicamente per dire che non riteniamo che la fonte principale di insicurezza nelle nostre città sia la presenza di immigrati.
E’ insicura la donna vittima di maltrattamenti in famiglia, è insicuro il bambino vittima di abusi. E’ insicura la cittadinanza intera se non si argina il disagio sociale.
Quindi, se da una parte è auspicabile un miglior coordinamento tra le forze dell’ordine, per assicurarne una sempre maggiore presenza sul territorio, dall’altra è prioritario intervenire sulle fonti di disagio, potenziando i centri d’ascolto e l’assistenza sociale.
PIANO SICUREZZA A TOLLERANZA ZERO
L’esigenza di sicurezza è oggi più che mai sentita da noi tutti che vogliamo che le nostre case, i nostri figli, i nostri beni, la nostra cittadina siano più protetti e difesi. Ci adopereremo in modo deciso:
PROMOZIONE DELLA SALUTE
AMBIENTE
Il 2010 è stato proclamato dall’ONU Anno Internazionale delle Biodiversità e, nel presentare l’evento, il segretario generale Ban Ki-Moon ha affermato che “le attività umane hanno determinato nel secolo scorso una distruzione senza precedenti della biodiversità, ad una velocità che non lascia scampo alla Natura”.
In ambito italiano, Assoambiente, l’associazione che riunisce le imprese operanti nei servizi ambientali, più volte ha richiamato l’attenzione sullo stato della gestione dei rifiuti, paventando una deriva che potrebbe vedere ripetuto a livello nazionale lo scempio vissuto a Napoli e Palermo.
Insomma, la realizzazione di una nuova politica ambientale è, più che urgente, una scelta
senza alternative e, per essere efficace, deve generarsi dal basso, coniugando consapevolezza e coraggio.
Duplice consapevolezza. Deve in primis risultare pacifico che gli attuali abitanti del pianeta
non ne sono i proprietari, semmai gli usufruttuari: chi vive in un territorio non ha il diritto di
consumo e predazione, ma ha il dovere di consegnarlo alle generazioni future il più possibile inalterato ed accogliente. Inoltre è di tutta evidenza che ognuno deve sentirsi chiamato in causa, giacché quotidianamente si compiono centinaia di azioni che direttamente ed indirettamente hanno impatto sull’ambiente. Si tratta di evolversi dalla condizione di consumatore insipiente a quella di utilizzatore responsabile.
Il coraggio richiesto è quello di ambire, senza timori e senza tremori, ad emulare le esperienze più innovative. Non c’è nessuna buona ragione per cui gli abitanti di Torremaggiore non possano pensare di intraprendere iniziative di avanguardia nella condotta dei propri affari in relazione alla natura.
Il ruolo della prossima amministrazione comunale nel promuovere la nuova politica ambientale può essere così articolato:
1. Piano regolatore ambientale.
Previa indagine che coinvolga gli esperti del settore, si adotteranno criteri di valutazione della sostenibilità degli impianti aventi emissioni inquinanti. L’obiettivo è una programmazione pluriennale che stabilisca il rapporto tra impatto ambientale e convenienza economica di presenti e future proposte di insediamenti.
2. Raccolta differenziata a quota 75.
I dati elaborati da Legambiente pongono Torremaggiore tra le città più arretrate in fatto di raccolta differenziata, con poco più del 7%. La priorità va assegnata alla raccolta del rifiuto organico ed alimentare: l’esperienza dimostra che questa funziona dove si è saputo garantire il ritiro porta a porta. Successivamente, a carta, plastica e vetro, andranno affiancate le raccolte di alluminio, acciaio e tetrapak. Infine si dovrebbe studiare una convenzione tra comune e produttori di pannolini biodegradabili, che consenta la fornitura a prezzi vantaggiosi.
La trasformazione del rifiuto da pericolo a risorsa permetterebbe una nuova modulazione della tariffa di igiene ambientale.
3. Nuova illuminazione pubblica.
La sostituzione delle normali lampade con quelle a led, che hanno durata tripla e sono costruite utilizzando materiali riciclabili, consentirà un risparmio energetico del 50%.
4. Sportello comunale di orientamento sulle energie rinnovabili.
Si dovrà istituire un centro di consulenza sull’energia che fornisca a privati ed aziende le informazioni necessarie per conoscere le caratteristiche delle fonti alternative di energia, e per districarsi nei meandri della burocrazia, al fine di un più facile accesso ad incentivi e sgravi fiscali previsti.
Inoltre:
pubbliche
POLITICHE SOCIALI
E’ compito di una buona amministrazione porsi al servizio della persona individuandone i bisogni e quindi provvedendo a soddisfarli.
Ci proponiamo :
immigrati
RISORSE.
Le risorse si possono considerare materiali e immateriali.
Per una amministrazione locale le prime sono costituite da beni come: territorio, patrimonio immobiliare, potenzialità energetiche, infrastrutture, verde pubblico, arredo ecc.
Le seconde sono ancora più complesse ed articolate: strutture organizzative, amministrazioni, enti scolastici, enti culturali, associazioni sportive e per il tempo libero ecc.
Come conciliare la gestione di tutte queste risorse in modo efficace ed efficiente nel quadro che si va delineando, costituito da un mix di austerità obbligata e di generalizzata insoddisfazione?
La risposta, ovviamente parziale può stare nella pratica delle virtù sopra accennate, se accettate, con l’aggiunta di una ulteriore importante modalità nell’agire: la sobrietà.
ENERGIA
Una amministrazione locale non può sostituirsi al governo centrale per le politiche generali di incentivazione/restrizione. Nel tentativo doveroso di realizzare sul territorio condizioni migliori in termini di qualità della vita, l’Amministrazione deve promuovere iniziative che incoraggino una nuova cultura del risparmio come fonte primaria di reddito per la comunità; una cultura inoltre che diffonda la consapevolezza della responsabilità individuale nei confronti delle risorse; una cultura che instilli la convinzione che la nuova era dell’energia è quella della produzione diffusa a bassa intensità di potenza che contrasti la prassi consolidata della alta intensità di potenza (le grandi centrali da combustibili fossili); è una autentica rivoluzione democratica antitetica ai monopoli capitalistici finora egemoni.
Ancora centrali?
Sul nostro territorio in particolare non c’è assolutamente bisogno di nuove grandi centrali, sia da combustibili fossili ed ancor meno nucleari.
Energia e edilizia.
Il riscaldamento degli edifici rappresenta insieme all’autotrazione, la più grande fonte di dissipazione; la certificazione energetica degli edifici non deve essere solo un appesantimento burocratico; per i nuovi come per i vecchi edifici, esistono concrete possibilità di riconversione a criteri economicità energetica; in alcune regioni (Trentino) le politiche di incentivazione per le nuove costruzioni hanno già dato risultati concreti con soddisfazione sia dei cittadini che delle amministrazioni. La sostituzione delle caldaie tradizionali con quelle a condensazione e la adozione di elettrodomestici di classe A rappresenta una linea di intervento dai risultati sicuri e immediati. Anche in questo caso la fase iniziale è subordinata a politiche incentivanti; i primi edifici ad essere ammodernati dovrebbero essere gli edifici pubblici.
In alcuni centri la combinazione degli incentivi per il fotovoltaico, le costruzioni ecocompatibili ed il risparmio generalizzato ha portato alla autonomia energetica pressoché totale.
Energia e trasporti.
Il problema ha una valenza evidente anche dal punto di vista ambientale; un motore inefficiente e inutilmente potente è anche dannosamente inquinante; si può sognare la città ideale senza rumori che non siano quelli delle voci dei suoi abitanti; la città reale moderna deve tuttavia tendere a far vivere i cittadini all’interno delle sue mura, lasciando “fuori le mura” le automobili o autorizzando una moderata circolazione/parcheggio ai soli mezzi “a norma “; tale norma può essere a lungo termine individuata nella vettura elettrica (fuel cells a idrogen)); a breve e medio termine basterebbe una rigorosa limitazione (zone pedonali e ztl) con ammissione delle vetture piccole e non inquinanti. E’ fondamentale una opera attenta e costante di educazione del cittadino.
Viabilità.
Essenziale apparirebbe l’incentivo dell’utilizzazione della bicicletta, previa costruzione di nuove piste ciclabili collegando tra loro i percorsi per consentirne la fruibilità.
Le carenze più vistose del sistema sono principalmente:
Sono punti importanti sui quali elaborare attente riflessioni tecniche ed economiche che coinvolgono soggetti provinciali e regionali.
Le esigenze che riconducono a questi progetti rispondono tutte più o meno ad uno stesso principio: quello di favorire l’uso dell’auto con la quale poter avvicinare il più possibile il Centro; rispondere a questo principio vuol dire porsi su una prospettiva senza sbocco finale: l’obiettivo si sposta continuamente in avanti, aggiungendo problema a problema: inquinamento acustico e ambientale, difficoltà nell’arredo urbano, degrado dell’aspetto, qualità della vita per residenti e non.
Occorre cominciare a porsi in una prospettiva diversa: ciò significa creare parcheggi molto economici, limitare al massimo l’accesso dei mezzi privati al centro (con ovvie deroghe per le attività commerciali), istituire zone assolutamente pedonali sempre più ampie con possibilità di arredo urbano che delimitino spazi pubblici fruibili.
La città cambierebbe non solo aspetto ma stile di vita, senza penalizzare le attività commerciali; in particolare le nostre piazze e piazzette potrebbero presentare finalmente la loro armonia di forme, di luci, di ombre, di colori: in una parola: di bellezza!
Senza automobili gli spazi diventano automaticamente utilizzabili dai soggetti più deboli come anziani e bambini, con un minimo di arredo.
Sono ormai numerosissimi gli esempi di città che hanno adottato tale modello; in tutti i casi le attività commerciali ne hanno tratto vantaggio nonostante la diffidenza iniziale delle categorie interessate.
La presa di possesso della città così realizzato è anche una risposta alla esigenza di sicurezza senza bisogno di ronde.
SPAZI ATTREZZATI
Proponiamo la realizzazione di punto idoneo alla sosta o di area attrezzata per autocaravan omologati a norma delle disposizioni di legge.
Riteniamo che detta realizzazione, in osservanza e secondo le indicazioni delle leggi vigenti, risponda all’esigenza, finora mai soddisfatta, di offrire ai camperisti un’ospitalità che possa favorire quel turismo itinerante che essi rappresentano. Si potrebbero così cogliere le opportunità che lo stesso offre con conseguenti vantaggi sia ai commercianti che indirettamente al Comune, tenendo conto che i camperisti viaggiano durante tutto l’arco dell’anno.
Ovviamente sarà nostra cura tener conto dei contributi che le Associazioni dei camperisti stessi vorranno dare nella individuazione del luogo dove far sorgere ed attrezzare l’area, oltreché per i conseguenti aspetti organizzativi.
marzo 7, 2010 a 6:19 pm
w mina sindaco